Il pane filosofale della comunità

Pane integrale cotto a legna
Pane integrale cotto a legna

Il pane è cibo e vita!

Il pane è nutrimento e protezione del singolo individuo ma ancor più è il canto della comunità. È percezione di bontà salute e forza al contempo è essenza del rapporto tra la natura e l’uomo che nella creatività coevolvono.

Ci sono due poli che danzano in perfetto equilibrio mentre una comunità si nutre di un buon pane. C’è la storia del singolo chicco di grano e del suo cammino per diventare pane e la storia degli uomini che ne sospingono i passi in una danza che ha il sapore della perfezione.

Una maestra che dolcemente può insegnarci come danzare senza pestarci piedi e che nel danzare con grazia possa aprirci la strada per la libertà del nostro pensare in merito al pane è la germinazione del chicco di grano. Per comprendere come il pane possa essere vero nutrimento per l’intera comunità dobbiamo scendere nel misterioso mondo del suolo. Avviciniamoci con umiltà al chicco che germina e comprendiamo come in quel misterioso inizio, sia contenuta tutta la vita del grano fino al pane. Quando un chicco dorme vuol dire che è sospeso, che attende e i suoi destini possono essere di due tipi. Il primo è quello di svegliarsi e divenire coscienza trasformandosi grazie all’uomo in pane, l’altro è quello di svegliarsi e germinare. La condizione necessaria al fine di svegliare il chicco di grano è l’umidità. L’acqua che è nel suolo inizia a farsi strada nel chicco per giungere fino al suo cuore. C’è un’assonanza tra ciò che nell’uomo protegge il suo cuore che ha il nome di pericardio e ciò che nel grano protegge il chicco che ha il nome di pericarpo. Come un vero scrigno questo involucro molto duro e legnoso protegge un tesoro che ha bisogno della chiave giusta per poter essere accessibile. Lo stesso sottile sistema che regola la disponibilità di tutti gli elementi necessari alla germinazione è la chiave per rendere il nostro pane altamente digeribile e nutriente. Una volta che l’acqua imbibendo i tessuti esterni ha iniziato a far dialogare il chicco con la terra si è molto vicini al cuore esattamente nello strato aleuronico dove sono riposte molte informazioni che saranno utilissime in fase di crescita della pianta. La terra non è un cumulo casuale di molecole dalle quali le piante sottraggono nutrimenti casualmente disponibili alla loro crescita. È per questo che solo in superficie ci sono gli attori che sapranno rispondere correttamente agli stimoli chimici che questa solubilizzazione provoca, una buona parte del destino della salute della pianta come avviene per noi esseri umani si gioca in questo istante e in questo luogo. Tutto il suo sistema immunitario si genera durante questo dialogo tra il grano che morendo lascia spazio ad una nuova pianta e la terra che ascolta e fa da levatrice per la nuova vita. Una volta raggiunto il cuore amidaceo il germe del grano è pronto per iniziare il suo processo di radicazione ed emersione. Contemporaneamente partono due forze opposte, una cerca la luce e l’altra le profondità. Sono la prima foglia che si spinge in superficie alla ricerca del sole e la radice che esplora il sottosuolo alla ricerca della roccia madre. Mentre tutte le sostanze disciolte nella terra iniziano a richiamare la vita batterica del suolo e gestiscono la dimensione orizzontale, la foglia e la radice iniziano un lavoro di comunicazione verticale tra il cielo e le profondità. Il tempo e lo spazio in un abbraccio tra la terra e la pianta sono il simbolo della forza vitale del regno vegetale che accompagna il minerale nel campo del vivente. In questo processo ci sono i dettagli per la gestione della panificazione, tempi quantità e temperature. La germinazione è una faccenda che ogni singolo chicco deve portare a termine da solo e dal di dentro ma soltanto se questa avviene in un terreno sano e nel luogo a lei assegnato dalle leggi della natura avviene di tante piccole piantine un vero campo di grano, una vera comunità. Quel’è il luogo deputato alla germinazioni dalle leggi della natura? È la lettiera e la cosa non ci sorprende se pensiamo all’assonanza con la parola che diamo al luogo dove ogni mattina la vita comincia per noi esseri umani. Per questo motivo quando coltiviamo i nostri campi dobbiamo immaginare che ogni sovvertimento dell’organizzazione del suolo produce un danno e una compromissione dei processi germinativi. Ciò che è sopra deve rimanere sopra ciò che è sotto deve restare sotto. In natura nessuna pianta semina i suoi semi sotto terra, come nessuna sostanza organica viene interrata in profondità. Se il modo di coltivare la terra è amoroso e poco intrusivo, comprende la sua natura e non ne sconvolge la stratificazione con arature e lavorazioni profonde, allora avremo un ambiente di germinazione che favorirà tutti quei processi fondamentali alla costruzione di un sistema immunitario che sarà la salute del nostro raccolto. Ora il grano è maturo e di nuovo dopo 9 mesi l’immagine di tutto ciò che è stato e di tutto ciò che c’è nella terra è cristallizzata nel pericarpo. Ora il chicco è l’immagine del suolo e lo porteremo con noi nel pane sulle tavole delle nostre mense gioiose. Quando questo pane diventerà il nostro corpo sarà compiuta la transustanziazione. Nel corpo agirà sulla nostra forza, la nostra forza sul nostro sentire e il sentire sul pensare. Se abbiamo liberato forze vitali, costruttive e comunitarie ne saremo corroborati altrimenti come accade sempre più spesso in questi tempi, questo sarà un pane indigesto, pesante e distruttivo al punto da non essere più commestibile. Come la comunità è fatta di uomini che non possono che amare la libertà così il pane è fatto di chicchi di grano che non possono non germinare nella terra o nell’uomo.

Una comunità che cerca un buon pane è una comunità che ama uomini che germinano nella loro libertà.

Buon Pane a tutti!

Articolo di Stella Schiavon