Farro dicocco

Il farro dicocco era il grano dei romani. Molto apprezzato da Ildegarda di Bingen (medico erborista del medioevo, dottore della Chiesa) che ha scritto un intero ricettario dedicato al farro e alle sue proprietà.

Provenienza seme biologico non certificato: Tagliacozzo (Abruzzo) e Capena (Lazio).

Coltivato da Giancarlo Moreschini a Castel Madama e da Andrea Bulgarini e Stella Schiavon a Villa Adriana con metodo biologico.

In campo: E’ molto resistente alle malattie anche perché è vestito, per essere mangiato deve essere decorticato, anche per questo è più costoso del grano (la resa in farina di 100 kg di farro è meno del 40%).

In cucina: Dal sapore inconfondibile, dolce e fresco, ottimo per i non lievitati; in chicchi ottimo per insalate, minestre o dolci (es. pastiera). Buono anche per il pane ma poco elastico. Può essere impastato anche da solo ma rende ancora meglio se miscelato con altri grani (es. 30% farro, 40 % cappelli , 30% solina o abbondanza o gentil rosso).

Articolo di Stella Schiavon